PETER LIECHTI (1951-2014)
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A CINEMATIC POETICS OF RESISTANCE

Retrospettiva cinematografica Peter Liechti a cura di Piero Pala
17-20 Marzo 2010, Nuovo Cinema Aquila, Via l’Aquila, 68, Roma (Pigneto)
 

I progetti filmici dello svizzero Peter Liechti hanno sempre sviluppato una grammatica di scrittura, ripresa e regia che è stata regolarmente affrontata attraverso un imprinting personale, come afferma l’autore “La realizzazione di un film corrisponde sempre a una certa fase della mia vita”; parafrasando Roger Gilbert-Lecomte un cinema dunque “dello spirito umano essenzialmente”, quello della prima persona che rimane fedele alla propria esperienza e a ciò che ha di più caro. Liechti struttura la sua primaria vocazione creativa studiando Storia dell’arte all’Università di Zurigo e con una formazione applicata al College di Arte e Design ora parte della Zurich University of the Arts.

Con il tempo questa sua educazione si è sviluppata nella realizzazione di cortometraggi e lungometraggi più spiccatamente cinematografici dove il rapporto tra le due componenti primarie del cinema (immagine e suono) è sempre stato affrontato in maniera straordinariamente esemplare, catturando l’attenzione sia dei cinefili che degli appassionati delle sonorità più sperimentali. Tutti i suoi film sono l’espressione di una profonda passione e intima necessità “La vita mette alla prova le mie facoltà, e io deve renderle giustizia con i miei film” che contrasta con gli assetti produttivi del cinema commerciale, in cui gli interessi sono totalmente slegati dalle urgenze personali dell’autore, insomma come scrisse Isaac Mathes “una voce definita dalla sua sensibilità, sincerità, onestà”.

Questo percorso creativo si è caricato il peso di una complessa ricerca artistica, indirizzandosi verso le differenti discipline artistiche della sua contemporaneità e interfacciandosi con un ambiente culturale anticonformista, dove il superamento della specificità univoca e convenzionale delle espressioni artistiche equivale ad un approccio eterodosso dell’espressione estetica. Per portare a termine Signers Koffer (La Valigia di Signer), 1995, Liechti impiegherà quattro anni che lo vedranno al seguito di Roman Signer, il Grand Jouer di Appenzello. Signer, artista visivo tout court, solitario, bizzarro e originale, imprevedibile come pochi altri, si destreggia, con una modestia ignota a chi opera in questo settore, con la dimensione oggettuale per mezzo di sculture, installazioni, fotografie e video, e in quella temporale con le azioni. Queste ultime temerarie azioni, ricche di divertissement, mirano indifferentemente ad affrontare la vulnerabilità dell’uomo in rapporto con la natura e a indagare gli agenti atmosferici e quei processi naturali di trasformazione che si manifestano con l’evoluzione terrestre. In un assalto momentaneo l’artista contrappunta le varie tappe del suo girovagare con i propri stravaganti esperimenti fatti di esplosioni, fuochi artificiali, oggetti sull'acqua, quasi a voler manifestare la precarietà che incombe anche sul cammino umano. Senza imperativi categorici di sorta, Signer, un autentico spirito indipendente, ripensa le regole riferibili al processo artistico preferendo rischiare la sospensione cautelare dall’ambiente mediatico dell’arte e operando con un’attitudine terrena concepisce l’invenzione come un’attività in perenne pericolo, immancabilmente davanti a degli ostacoli: requisiti appunto con cui confrontarsi e talvolta arrendersi.

Nel film-diary, Hans im Glück – Drei Versuche das Rauchen loszuwerden (Hans il fortunato-il film del fumatore), 2003, una sorta di saggio-documentario, il cineasta prende la decisione di smettere di fumare e per uscire dalla dipendenza della nicotina parte con la sua videocamera da Zurigo, sua città di residenza, dirigendosi a piedi lungo la Svizzera dell’Est verso i luoghi a lui più cari, nel Cantone San Gallo e in Appenzello. Hans im Glück è come un’elegia d’amore per la vita che lo riconcilia con la sua terra natale dove la forma filmica e strutturata in riprese spontanee dettate dalla frugalità del dispositivo di ripresa (una piccola videocamera) che Liechti impugna manualmente per realizzare immagini dal taglio amatoriale. Un’elegia ma al tempo stesso una tragedia nel senso più antico del termine, la ricerca della liberazione delle proprie schiavitù, in questo caso il fumo, attraverso un cammino in parte catartico che lo porterà a incontrare i suoi anziani genitori con uno sguardo quasi doloroso e disincantato, la signora dell’ospizio che con lucido strazio racconta la sofferenza di non riuscire a morire fisicamente mentre si è già morti nell’anima.

Questa retrospettiva, in anteprima italiana, vuole essere un sentito omaggio al più singolare e straordinario cineasta svizzero di cui il musicista americano Jim O’Rourke, stilando sulla rivista Artforum (gen 2009) i dieci migliori film che aveva visto, inserì il suo film Kick The Habit, 1989. La filmografia Liechtiana è proprio come un calcio alle abitudini, alle convezioni, e alle categorie di genere cinematografico che anche ultimamente hanno omologato il suo ultimo lungometraggio The Sound of the Insects – Record of Mummy, 2009, vincitore del prestigiosissimo premio European Film Award for Best Documentary Prix Arte 2009.

 

Index Texts


 Books, Editions 
»Peter Liechti – DEDICATIONS« (Scheidegger&Spiess Zürich, 2016)
Peter Liechti: »Klartext. Fragen an meine Eltern« (Vexer Verlag St.Gallen, 2013) *)
Peter Liechti: »Lauftext - ab 1985« (Vexer Verlag St.Gallen, 2010) *)
Peter Liechti: Waldschrat. Sechsteilige Fotoserie (Vexer Verlag St.Gallen, 2011)

 By Peter Liechti 
Carte Blanche Peter Liechti (Jahresbericht ARF/FDS 2011; deutsch)
Carte Blanche Peter Liechti (Rapport annuel ARF/FDS 2011; français)
«Viel zu wenige Künstler stürzen ab» (Peter Liechti im Gespräch mit Marcel Elsener)
»Kinodokumentarfilm – Fernsehdokumentarfilm« – Text zur Rencontre ARF/FDS 2006 von Peter Liechti
«Le documentaire de cinéma – le documentarie de télévision» – Texte pour la Rencontre ARF/FDS 2006 de Peter Liechti
Es boomt um den Schweizer Film, von Peter Liechti, Neue Zürcher Zeitung, 30.Juni 2000
Dunkle Stirnen, helle Geister, von Peter Liechti, Tages Anzeiger, September 1997

 About Peter Liechti 
Von Menschen und Hasen (Alexander Weil in www.literaturkritik.de)
Im weitesten Winkel (Bert Rebhandl in FRIEZE)
The Wanderer (Bert Rebhandl in FRIEZE)
Die Kunst des Abschieds (Christoph Egger, Ansprache Gedenkfeier St.Gallen
Konfrontationen mit dem innern Dämon (Christoph Egger, Nachruf in der NZZ)
Der Einzel-, Doppel- und Dreifachgänger (Christoph Egger, Filmbulletin 1/2014)
Im Luftschiff mit Peter Liechti (Tania Stöcklin, Katalog Solothurner Filmtage 2014)
En dirigeable avec Peter Liechti (Tania Stöcklin, Catalogue Journées de Soleure 2014)
Open-Ended Experiments (Matthias Heeder, Katalog DOK Leipzig 2013)
Offene Versuchsanordnung (Matthias Heeder, Katalog DOK Leipzig 2013)
Peter Liechti, Sismographe (Bernard Tappolet, Le Courrier, 3 septembre 2011)
Laudatio auf Peter Liechti (Fredi M. Murer, Kunstpreis der Stadt Zürich)
Landschaften, befragt, mit Einzel-Gänger (Christoph Egger, Laudatio Kulturpreis St.Gallen)
Kino zum Blättern? Jein! (Florian Keller)
Das grosse alte Nichts heraushören – und es geniessen (Adrian Riklin)
«Sans la musique, la vieserait une erreur» – Collages et ruptures pour Peter Liechti (Nicole Brenez)
Tönende Rillen (Josef Lederle)
The Visual Music of Swiss Director Peter Liechti (Peter Margasak)
A Cinematic Poetics of Resistance (Piero Pala)
Aus dem Moment heraus abheben – Peter Liechtis Filme (Bettina Spoerri, NZZ, 19.8.2008)
Sights and Sounds – Peter Liechti's Filmic Journeys, by Constantin Wulff
Letter from Jsaac Mathes
Passage durch die Kinoreisen des Peter Liechti (Constantin Wulff)
Gespräch mit Peter Liechti (Constantin Wulff)
Tracking Peter Liechti's cinematic journeys (Constantin Wulff)
Interview with Peter Liechti (Constantin Wulff)
Interview zu »Namibia Crossings«, in: Basler Zeitung, 23.9.2004
Dokumentarische Haltung. Zu »Hans im Glück«, in: NZZ, 2004
Jäger, Forscher oder Bauer, Interview von Irene Genhart mit Peter Liechti, Stehplatz, April 1996
Excursions dans le paysage, de Michel Favre, Drôle de vie, numéro 8, Dezember 1990
Duckmäuse im Ödland, von Marianne Fehr, WoZ Nr.21, 23.Mai 1990

  Diverses 
Gedenkanlass im Filmpodium Zürich -- in Vorbereitung

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*)
 Inhalt Peter Liechti: «Lauftext – ab 1985» 

Sprechtext zum Film AUSFLUG INS GEBIRG, 1985
Zwei Versuche aus dem Jahr 1987
«Unrast», Arbeitstexte zu MARTHAS GARTEN, 1988 ‑ 1989
Reisenotizen aus den USA, 1990
Logbuch 1995 ‑ 1997
Logbuch 1998 ‑ 1999
Reisenotizen aus dem Südsudan, 1999
Recherchen Namibia, Rohtexte zu NAMIBIA CROSSINGS, 1999
Erstes ungekürztes Marschtagebuch zu HANS IM GLÜCK, 1999
Logbuch 2000 ‑ 2001
Zweites ungekürztes Marschtagebuch zu HANS IM GLÜCK, 2000
Drittes ungekürztes Marschtagebuch zu HANS IM GLÜCK, 2001
Logbuch 2002
Logbuch 2003
Logbuch 2004
Logbuch 2005
Logbuch 2006
Logbuch 2007
Logbuch 2008
Logbuch 2009
Logbuch 2010 (bis Mai)


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